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La Sala de Banfield - Tripcovich

La Sala de Banfield - Tripcovich, uno degli edifici che ospita l’attività teatrale della Fondazione Lirica”Teatro Verdi” di Trieste, è stata realizzata nel 1992 dalla trasformazione in spazio teatrale della dismessa Stazione delle Autocorriere di Trieste ubicata in Largo Santos, a un passo dalla Stazione delle Ferrovie e a un passo dall’ingresso del  Porto Vecchio,  vicinissima al centro città e al Teatro Verdi stesso. 

Agli inizi degli anni Novanta il “Verdi” doveva dar corso a improrogabili lavori di  ristrutturazione e ciò comportava l’urgente necessità di trovare subito una sede alternativa per la continuità dell’attività teatrale, pena la chiusura dell’Ente lirico triestino, oggi Fondazione.

La sede provvisoria venne individuata proprio nella Stazione delle Autocorriere, ormai dismessa, e dotata nell’area anche di un ampio parcheggio. I lavori di recupero iniziarono nel giugno 1992.

Le operazioni furono curate dall’ing. Dino Tamburini; il progetto artistico fu ideato da Andrea Viotti; la direzione lavori e i calcoli strutturali rispettivamente dell’ing. Franco Malgrande e dall’ing.Giorgio Sforzina.

Pieno fu il rispetto dell’edificio della Stazione delle Autocorriere del 1936, opera degli ingegneri Baldi e Nordio, che si componeva di due corpi: uno a pianta rettangolare, pensato per la sosta e il transito delle autocorriere; l’altro, a forma semicircolare e adiacente al primo, avente la funzione di ospitare tutti i servizi relativi ai passeggeri (biglietteria, bar, deposito bagagli, ecc). L’edificio è stato uno dei primi a Trieste ad essere stato costruito in cemento armato.  

La ristrutturazione trasformò l’edificio in una sala adeguata alle necessità di un teatro, con relativa area palcoscenico con strutture superiori (graticcia) e inferiori (golfo mistico, deposito strumenti); area di platea dotata di 934 posti con gli arredi e le decorazioni, e spazio per i servizi di palcoscenico e per il pubblico (foyer, bagni, biglietteria,  bar, camerini, ecc).

La sala venne inoltre dotata dei moderni impianti tecnologici per il suo regolare funzionamento  e, straordinariamente,  fu  favorita nella sua nuova funzione, da un’ottima acustica sia per le esecuzioni concertistiche che per quelle teatrali, solistiche, cameristiche. La perfetta  visibilità da tutti gli ordini di posto poi, è  ed è stato un plus per la rappresentazione di spettacoli di balletto. 

Nell’arco di soli sei mesi, con uno sforzo che coinvolse tutte le maestranze e le risorse lavorative del “Verdi”, nacque la Sala ora denominata de Banfield-Tripcovich che fu inaugurata solennemente il 16 dicembre 1992, quasi un miracolo di tempismo e professionalità, tanto da meritare al Teatro“Verdi” il riconoscimento del prestigioso Premio Abbiati. 

Questa Sala ha costituito il solido rifugio  e la “certezza”per l’esistenza dell’istituzione Teatro Verdi per la sua continuità, artistica e lavorativa, negli anni della ristrutturazione dell’edificio storico fino al maggio 1997. 

Nel giugno 2008, testimonial il M° Uto Ughi, è stata intitolata al M° Raffaello de Banfied, compositore, musicista, direttore artistico del Teatro Verdi per oltre 26 anni, uomo simbolo della cultura musicale “a e di” Trieste e, non ultimo, grande mecenate. E’ stato infatti colui che, nel momento del bisogno, non ha indugiato un secondo a sostenere con passione il progetto della ristrutturazione, assicurando, tramite la storica società armatoriale Tripcovich, nata dal ceppo della sua famiglia, il maggior contributo per la copertura finanziaria dell’operazione, accanto ai contributi della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste.

Sul suo palcoscenico si sono avuti debutti e conferme di grandi valenze artistiche come gli ultimi concerti diretti da Gianandrea Gavazzeni, l’Orfeo di Gluck diretto da Peter Maag, la prima assoluta della  Signorina Julie di Antonio Bibalo, la Messa in si minore di Bach, il debutto del M° cinese Lü Jia (ora direttore  di fama internazionale che dirige all’Arena di Verona come all’Opera di Pechino ma che iniziò giovanissimo come esordiente direttore “stabile” al Verdi), le rivelazioni del debuttante José Cura e di Juan Diego Florez, le voci di Marcelo Alvarez e della coreana Sumi Jo, di Giovanni Furlanetto e spettacoli come Tristan und Isolde e La damnation de Faust, i balletti di  Victor Ullate, di Roland Petit e Carla Fracci, i recital di Ute Lemper, di Giuliette Greco e di Zizi Jeanmarie; la prima italiana di CabaretWest Side Story, gli spettacoli del Festival Internazionale dell’Operetta, con i contributi registici di Gino Landi e canori di artisti come Daniela Mazzucato, e i debutti dei musical della Compagnia della Rancia, da Sette spose per sette fratelli a Grease, da Cantando sotto la pioggia;  a Hello Dolly!, ecc. 

E tanti altri spettacoli, concerti, recital, balletti, spettacoli per le scuole che, anche dopo il 1997, si sono rappresentati e si rappresentano ogni anno in questa sala.

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