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Visitare il teatro Verdi, un'esperienza da non perdere

Visitare il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, uno tra i più antichi teatri lirici in attività – costruito tra il 1798 e il 1801 dagli architetti Giannantonio Selva (lo stesso de “La Fenice” di Venezia) e Matteo Pertsch – è un’opportunità e un’esperienza da non perdere.
La Fondazione propone visite singole o per gruppi (anche numerosi e, su richiesta, in lingua straniera), dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e sabato dalle 10.00 alle 16.00, al costo di 3 Euro a persona (per informazioni e prenotazioni: promozione@teatroverdi-trieste.com).
La visita ha una durata di circa un’ora ed è molto flessibile, per contenuti e modalità, anche a seconda dell’età e degli interessi dei visitatori.
Normalmente, la partenza è prevista dal foyer, con successiva sosta in platea per una prima narrazione storica. Attraverso un percorso tra i piani dei palchi (possibile anche l’uso dell’ascensore in caso di necessità) si arriva al secondo piano, al “Ridotto”, costruito contemporaneamente al Teatro su disegni dell’architetto Selva. Sede di memorabili balli pubblici e veglioni, a partire dal 27 dicembre 1801, il Ridotto ospitò dal 1861 fino alla costruzione del Palazzo Comunale anche il Consiglio della Città di Trieste, le cui sedute, in parte pubbliche per regolamento, potevano essere agevolmente seguite dal ballatoio. Dal “Ridotto” si prosegue alla scoperta della sala coro, della sala ballo e, infine, del loggione, per scendere poi nuovamente nel foyer del Teatro.
Dedicate a tutti gli interessati, dalle scuole di ogni ordine e grado (dall’asilo dell’infanzia all’Università della Terza Età) agli appassionati della cultura musicale e, naturalmente, ai turisti, le visite al Teatro possono essere abbinate agli spettacoli della rassegna “Sempre Verdi, da 0 a 100 (e +)”, una Stagione specificatamente ideata per avvicinare all’opera nuovo pubblico, adatta a tutti e a tutte le età. Prossimo doppio appuntamento dal 13 al 28 dicembre (molte repliche, anche la mattina alle ore 11.00): “Gianni Schicchi”, opera in un atto su libretto di Giovacchino Forzano, musica di Giacomo Puccini, Maestro Concertatore e Direttore Gianluca Martinenghi, regia Carlo Antonio De Lucia, con l’allestimento della Kitakyūshū City Opera in collaborazione con la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste; “La Serva Padrona”, un intermezzo in musica di Giovanni Paisiello, orchestrazione di Ottorino Respighi realizzata per i Ballets Russes di Serge Djagilev, edizione critica e ricostruzione di Elia Andrea Corazza, Maestro Concertatore e Direttore Carmine Pinto Regia, scene, costumi e testi recitati di Oscar Cecchi per il nuovo allestimento della Fondazione, con l’Orchestra, Coro e Tecnici del Verdi.