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Quinto Concerto Stagione Sinfonica 2017

Grande evento di chiusura:
Canta sacra Psalmus pro humana regeneratione di Marco Taralli, prima esecuzione assoluta,
Carmina Burana di Carl Orff.

Trieste, Teatro Verdi, venerdì 20 ottobre, 20.30 e sabato 21 ottobre, 18.00
Pordenone, Teatro Comunale Giuseppe Verdi, domenica 22 ottobre, 20.45

 

Venerdì 20 ottobre (alle 20.30) e sabato 21 ottobre (alle 18.00) appuntamento al Teatro Verdi di Trieste con l’ultimo Concerto della Stagione Sinfonica 2017, che si annuncia come un momento musicale di altissimo livello, per più ragioni: la prima esecuzione di un'opera originale, la partecipazione di un giovane e bravissimo direttore italiano, Alessandro Cadario, e la partnership artistica con il Teatro Nazionale Sloveno di Maribor.

La Stagione Sinfonica 2017 si chiuderà quindi solennemente con due imponenti Cantate: la Cantata sacra di Marco Taralli Psalmus pro humana regeneratione, nuova composizione commissionata dalla Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, e la Cantata scenica dei Carmina Burana del compositore tedesco Carl Orff. In quest'occasione, il Coro del Teatro Verdi di Trieste, diretto dal Maestro Francesca Tosi, sarà affiancato da quello del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor, una collaborazione frutto della partnership artistica internazionale che caratterizzerà l'intera Stagione 2017 - 2018. Completano il cast le voci del soprano Ágnes Molnár, del giovanissimo controtenore d'origine inglese Jake Arditti, entrambi al loro debutto a Trieste, e del baritono Domenico Balzani. In entrambe le Cantate, inoltre, s'esibirà il Coro di voci bianche "I Piccoli Cantori della Città di Trieste" preparati dal Maestro Cristina Semeraro.
Alla guida del Coro e dell’Orchestra ci sarà il giovane Alessandro Cadario, direttore ospite principale dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano. Cadario, anch'egli al suo debutto sul podio triestino, è uno dei volti più noti e popolari della nuova generazione di direttori italiani che sta conquistando platee e teatri in tutto il mondo.
Psalmus pro humana regeneratione è una Cantata sacra per soli, coro e orchestra; la composizione è dedicata a Sua Santità Papa Francesco. Marco Taralli, compositore aquilano, non è alla sua prima esperienza con il genere sacro, che ritiene particolarmente affine a quella che definisce la sua “lingua espressiva”, in quanto compositore, e per cui dichiara di aver sempre avuto un particolare interesse, in tutti i suoi aspetti e con i dovuti distinguo tra “sacro” e propriamente “religioso”. Con alle spalle la scrittura di due Stabat Mater, un Requiem e un Dies Irae, Taralli definisce questa cantata un importante banco di prova ai fini di un suo prossimo traguardo: la composizione di una grande Messa.
Il testo della cantata è stato elaborato utilizzando esclusivamente materiale delle Sacre Scritture con, in particolare, un inserto – nella IV parte del testo - di qualche significativo verso tratto dal Cantico delle Creature. Profondo credente, oltre che grande conoscitore di musica, l’autore di tale rielaborazione, lo scrittore statunitense Don Thompson identifica in Papa Francesco “la personificazione di una possibilità per la Chiesa odierna di rinnovarsi”, essendo lui (e non solo) intimamente convinto che essa abbia bisogno di un “radicale ritorno e un recupero dei veri valori cristiani, di cui ogni vero credente dovrebbe farsi portatore”.
“Nel comporre questa cantata, spiega Taralli, ho di volta in volta assecondato la natura meditativa e riflessiva di una determinata parte del testo, o viceversa usato la musica per “descriverne” in termini musicali il significato emotivo più immediato. Tra questi due estremi, mi si è aperta un'infinita gamma di possibilità, che solo un testo sacro ti permette di esplorare. E in questo senso, ritengo che un testo Sacro sia molto più versatile di un libretto d'opera. Il punto centrale, nel comporre per il “sacro”, resta sempre l’uso del Coro, il suono e la versatilità del quale ti permettono davvero di mettere " in scena" gli aspetti più intimi dell'animo umano”.

Un lavoro imponente, perfettamente corrispondente, per complessità strutturale, alla cantata scenica dei Carmina Burana di Orff, la fortunatissima opera composta negli anni trenta del novecento ispirata a una raccolta di poemetti medioevali.

Il concerto chiuderà dunque la Stagione Sinfonica 2017 a Trieste ma aprirà, domenica 22 ottobre (alle 20.45) con una data già sold out, il Cartellone 2017/2018 del Teatro Verdi di Pordenone: "in un ideale trait d'union - spiega il Direttore Musicale Maurizio Baglini - con il preludio delle scorse settimane, siglato dalla Gustav Mahler Jugend Orchester e con il concerto conclusivo di questo percorso, affidato all'Orchestra Sinfonica nazionale della RAI". Commenta il Sovrintendente del Teatro Verdi di Trieste Stefano Pace: “Siamo orgogliosi di chiudere la Stagione Sinfonica con questo evento, che testimonia la nostra attenzione per le nuove composizioni e per i giovani talenti; siamo felici che il Teatro di Pordenone abbia scelto di condividere questo ambizioso progetto, facendone un grande concerto di apertura. Il successo di pubblico mi sembra il migliore auspicio per la Stagione che domenica comincia a Pordenone e per le collaborazioni future tra i nostri Teatri."