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La traviata - A Trieste da domani, venerdì 22 giugno (20.30)

 

La traviata
A Trieste da domani, venerdì 22 giugno (20.30), il nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste per la regia di Giulio Ciabatti. Dirige il Maestro Pedro Halffter Caro.

 

Venerdì 22 giugno, alle 20.30, la Fondazione Teatro Verdi di Trieste chiude la Stagione Lirica 2017-2018 con un nuovo allestimento de La traviata di Giuseppe Verdi, per la regia di Giulio Ciabatti e le scene di Italo Grassi. Si tratta di una produzione di grande importanza per il Teatro triestino, che porterà questo spettacolo nella tournée in Giappone sponsorizzata dal Gruppo Allianz prevista per ottobre 2019..
Sul podio del Teatro Verdi ci sarà il Maestro Pedro Halffter Caro: il Direttore Artistico del Teatro della Maestranza di Siviglia è ormai una presenza amatissima dagli spettatori del Verdi.
Halffter Caro ritorna a Trieste dopo il bellissimo successo personale raccolto nel corso della Stagione Sinfonica 2017, in cui ha lasciato il ricordo di una superba interpretazione, insieme alla nostra Orchestra, della Symphonie fantastique di Berlioz, mentre a gennaio 2017 ha conquistato il pubblico triestino con la direzione del Die Zauberflöte di Mozart.
A suo agio con un repertorio vasto, che spazia dall'area tedesca a quella spagnola, i due paesi d'origine e di formazione del Maestro, eclettico compositore contemporaneo, Halffter Caro è un interprete di grande carisma e versatilità e un instancabile promotore di una nuova cultura musicale.
Il suo legame con Trieste è molto forte: da un suo recente soggiorno di tre mesi a Trieste e dal suo amore per James Joyce e l'Ulisse - riletto dal Maestro nei suoi mesi triestini - è nato uno dei suoi ultimi lavori come compositore: Thank you, mr. Joyce.

Andata in scena per la prima volta a Venezia, nel Teatro La Fenice, il 6 marzo del 1853, terza e ultima opera della cosiddetta Trilogia Popolare verdiana, La traviata nacque dall'incontro di Verdi con La signora delle camelie: Verdi ne vide una rappresentazione durante il soggiorno parigino in cui ottenne il contratto per Les vêpres siciliennes, e decise di trarne un'opera.
Il dramma di Alexander Dumas, scritto nel 1852, è a sua volta la rielaborazione di un romanzo dello stesso autore, pubblicato nel 1848 e ispirato a vicende autobiografiche, per quanto Dumas si rifaccia anche dichiaratamente a Manon Lescaut, celebre e scandaloso romanzo di Antoine Prévost (e l'ampio cerchio si chiuderà nel 1893, quando Puccini si richiamerà a La traviata per alcuni aspetti della sua Manon Lescaut). Al centro della La signora delle camelie è il legame che Dumas aveva avuto con Marie Duplessis - morta appena ventitreenne per tubercolosi - la cui sfortunata esistenza da cortigiana di lusso è modello per Marguerite, protagonista femminile del romanzo.

Nella suo lettura de La traviata, Ciabatti sottolinea come sia “importante non cedere ai facili sentimentalismi, all’enfasi melodrammatica. L’idea che a Violetta rimanga poco tempo ancora da vivere, la noia alla quale la sottopone la vanità degli uomini, la vacuità e la miseria dello splendore che la circondano, la solitudine, è argomento bastante”. Una visione che amplifica la durezza della dimensione urbana e sociale in cui Violetta e Alfredo si incontrano, e la spietata velocità in cui il loro amore, e la vita stessa di lei, si consuma. Un destino doppiamente tragico, quello di Violetta/Marguerite, abbandonata dalla società e dalla salute, affrontato con una tenacia e un amore per la vita fuori dal comune, come rileva Ciabatti: “Una giovane che deve rinunciare alla propria gioia di vivere. Gioia negata. Vietata in una società che indossa e impone la maschera della serietà e del sacrificio. Vietata a una donna che proclama il proprio desiderio di piacere e di vita. Eppure Gioja è l’ultima parola che Verdi consegna a Violetta, l’ultimo canto e l’ultima rivendicazione… più intensa e sublime di qualsiasi pentimento”.

Nei ruoli dei protagonisti, Violetta e Alfredo, ci saranno due eccellenti artisti italiani, Gilda Fiume, giovane soprano cresciuta con Mariella Devia, e Luciano Ganci, applauditissimo Cavaradossi nella Tosca di un anno fa. Proprio per la sua interpretazione del ruolo pucciniano, Ganci ha ricevuto il riconoscimento dall'Associazione Triestina Amici della Lirica G. Viozzi come miglior giovane cantante della passata stagione "per la sua grande capacità di artista sensibilissimo di emozionare e coinvolgere il pubblico", come si legge nella motivazione.
La consegna del Premio Amici della Lirica 2017 avverrà, in collaborazione con il Teatro G. Verdi di Trieste, in Sala Grande, venerdì 22 giugno prima dell'inizio della recita de La traviata.
Oltre ai summenzionati artisti, Gilda Fiume e Luciano Ganci, nel ruolo di Violetta si alterneranno i soprani Claudia Pavone e Hye myung Kang, mentre in quello Alfredo si alterneranno Francesco Castoro e Motoharu Takei.
Nel ruolo fondamentale di Giorgio Germont, terzo protagonista di questa celebre storia, si alterneranno i baritoni Filippo Polinelli, che il pubblico ricorderà ne La sonnambula della scorsa stagione, e Leon Kim, recente interprete di Enrico in Lucia di Lammermoor.

Completano il cast Isabel De Paoli (Flora Bervoix), Paolo Ciavarelli (Barone Douphol), Dario Giorgelè (Marchese d’Obigny), Francesco Musinu (Dottor Grenvil), Christian Collia (Gastone), Dax Velenich (Giuseppe), Rinako Hara (Annina), Fumiyuki Kato (Un domestico di Flora), Roberto Miani (Un Commissionario).
Il Coro, che ne La traviata è impegnato in alcune tra le pagine più celebri della storia dell'Opera, è preparato come sempre dal Maestro Francesca Tosi.
Le coreografie sono di Guillermo Alan Berzins, che sarà impegnato anche come ballerino solista affiancato da Marijana Tanasković.
Si replica fino a sabato 30 giugno.