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Il ritorno a Trieste del Maestro Oleg Caetani per il quinto concerto della Stagione Sinfonica

Il quinto Concerto della Stagione sinfonica – in programma eccezionalmente questa settimana giovedì 11 ottobre (alle 20.30) e venerdì 12 (alle 18.00), musiche di W. A. Mozart e A. Bruckner – sarà diretto da Oleg Caetani, uno dei massimi direttori d’orchestra della sua generazione, protagonista in tutti i teatri del mondo.
Il Maestro Oleg Caetani si muove liberamente nel repertorio sinfonico e in quello operistico. Ha diretto in tutto il mondo dalla Scala di Milano al Mariinsky di San Pietroburgo, dal Royal Opera House di Londra all’Opera di San Francisco, dal Musikverein di Vienna al Lincoln Center di New York, dalla Suntory Hall di Tokyo alla Sydney Opera House, dall’ Accademia di Santa Cecilia alla Staatskapelle di Dresden, dalla Munich Philharmonic alla Mozarteum Orchester, dalla Svetlanov Symphony Orchestra alla Yomiuri Orchestra, dalla Tchaikovsky Symphony Orchestra di Mosca alla Montreal Symphony Orchestra lavorando con i più grandi solisti da Marta Argerich a Sviatoslav Richter da Daniil Trifonov a Vadim Repin da Misha Maisky a Gautier Capuçon, da Viktoria Mullova a Emmanuel Pahud e così via.
Guida ispiratrice della sua carriera è stata Nadia Boulanger: a lei si deve la scoperta del talento di Caetani, nonché dei suoi primi approcci al mondo della musica, approcci profondamente segnati dal pensiero filosofico di Montaigne.
Nel 1983 debutta al Teatro Verdi di Trieste, in occasione della Stagione Sinfonica di primavera.
Tra i prossimi impegni del Maetro Caetani, i concerti sinfonici con la London Philharmonic Orchestra, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, La Verdi di Milano (con la quale nel 2019 festeggerà venti anni di sodalizio artistico), la Sydney Symphony, la Metropolitan Tokyo Symphony Orchestra, Shenzhen Symphony Orchestra, Orchestre Philharmonique de Nice, Lucerne Symphony Orchestra.
Per la lirica, Oleg Caetani, dopo esser stato al White Night Festival 2018 di San Pietroburgo con il Mariinsky Theatre (Norma), sarà al Teatro La Scala (Woolf Works di Max Richter) e poi nuovamente al Teatro Verdi, a chiusura della Stagione lirica della Fondazione nel mese di giugno, per la Carmen di Georges Bizet.

IL PROGRAMMA DEL V CONCERTO
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Sinfonia n. 40 in sol min. K. 550
1. Molto allegro
2. Andante
3. Minuetto e trio. Allegretto
4. Allegro assai

La Sinfonia in sol minore, forse la più nota fra quelle mozartiane, fu scritta nell'estate del 1788, insieme alla Sinfonia in Mib maggiore KV 543, in vista di alcuni concerti probabilmente mai avvenuti, e non fu mai eseguita durante la vita dell'autore. La caratteristica più immediata di questa sinfonia, in cui principi opposti si confrontano senza mediazione, è l'atmosfera tragica che imprigiona inesorabilmente l'ascoltatore, che nasce da contrasti molto forti ed evidenti all'ascolto: l'oggettività della forma, simmetrica e rigorosa, si scontra con la soggettività del contenuto, intensamente patetico. Il primo movimento si apre con un tema molto semplice, basato sulla ripetizione di una figura sospirante; un'improvvisa esplosione di violenza sonora conduce a una seconda idea, in dialogo tra fiati e archi. Il tema iniziale attraversa una tormentata sezione di sviluppo con audaci cambiamenti di armonia, e il movimento si conclude con la ricapitolazione delle due idee principali. Il senso di angoscia senza riposo continua nel secondo movimento, in cui la cantabilità delle melodie è turbata dall'insistenza dell'accompagnamento a note ribattute e dai frequenti mutamenti armonici; l'inquietudine cresce con la frammentazione dei temi e la comparsa di una figura sospirante nei fiati. Le stesse caratteristiche si ritrovano nel terzo movimento, un minuetto molto lontano dalla serenità aristocratica solitamente tipica di questa forma. La tensione accumulata esplode nel quarto movimento: accesi contrasti dinamici, timbrici e armonici concludono la sinfonia in un clima di tesa disperazione.

Anton Bruckner (1824-1896)
Seconda Sinfonia in do min.
1. Satz: Allegro. Ziemlich schnell
2. Scherzo: Schnell - Trio: Gleiches Tempo
3. Adagio: Feierlich, etwas bewegt
4. Finale. Mehr schnell

Occupato come maestro di scuola e già eccellente organista (titolare del grande organo dell'abbazia di Sankt Florian, presso Linz) e compositore di musica sacra, nel 1855 il trentunenne Bruckner decise di approfondire gli studi di composizione a Vienna sotto la guida di Simon Sechter e poi di Otto Kitzler, che lo avviò alla musica orchestrale e alla conoscenza delle opere di Wagner. Bruckner inizia così a comporre le sue prime grandi opere strumentali e, all'inizio degli anni Sessanta, corona questo periodo di studi scrivendo tre grandi Messe. A questo punto, è il 1868, nominato professore al conservatorio di Vienna, Bruckner intraprende la strada della sinfonia. La Prima, eseguita in quello stesso anno, viene accolta bene. Soltanto nel 1871 iniziò però il lavoro alla Seconda, presentata in pubblico alla fine del 1873 con successo di pubblico, ma non di critica. Come sua abitudine Bruckner apportò a più riprese importanti modifiche, alla ricerca di maggiore stringenza e concisione formale. Nella Seconda si possono trovano, alcuni per la prima volta, molti degli elementi caratteristici della scrittura orchestrale di Bruckner: la predilezione per i temi di ampio respiro, che nascono lentamente dalle profondità dell'orchestra, il passo maestoso degli sviluppi, la furia angosciosa degli scherzi, l'approfondita elaborazione contrappuntistica e le ampie sonorità che coronano i momenti culminanti. Nel primo movimento compare qui anche la struttura a tre temi (un'innovazione rispetto al tradizionale bitematismo adottato dai classici). Caratteristico anche l’uso delle pause per separare le campate formali tra di loro e l'individuazione di colori orchestrali caratteristici, talvolta anche con importanti interventi solistici di alcuni strumenti. Anche la struttura a pannelli contrapposti del movimento lento resterà abituale nelle sinfonie successive. Quello che più colpisce, comunque, è come già a questo punto sia evidente la caratteristica principale del sinfonismo bruckneriano, una spiccata inclinazione per le digressioni liriche e per il largo e inarrestabile sviluppo delle idee melodiche, come una ricerca di spazi sempre più grandi, in una tensione sempre nuova verso l'infinito.

L’autore dei testi di presentazione della Stagione sinfonica è Francesco Bernasconi.