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Tristan und Isolde

Conductor: Christopher Franklin

Opera

Music by Richard Wagner

Musical drama in three acts

Sung in German with surtitles in Italian and English

 

Director Guglielmo Ferro
Set designer Pierpaolo Bisleri
Costume designer Virginia Carnabuci

 

 

A new production by Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste 

 

Characters & performers

 

Tristan, nipote di re Marke  Bryan Register (7, 11, 14/IV) 
  Hans-Georg Wimmer (9, 12, 15/IV) 
   
Marke, re di Cornovaglia Roberto Scandiuzzi (7, 11, 14/IV)
  Alexey Birkus (9, 12, 15/IV)
   
Isolde, principessa d'Irlanda  Allison Oakes (7, 11, 14/IV)
  Ana Petricevic (9, 12, 15/IV)
   
Kurwenal, scudiero di Tristan  Nicolò Ceriani
   
Melot, cortigiano di re Marke Motoharu Takei
   
Brangäne, ancella di Isolde Susanne Resmark (7, 9, 11, 14, 15/IV) 
  Daniela Denschlag (12/IV)
   
Giovane marinaio Andrea Schifaudo 
   
Un pastore Dax Velenich
   
Un timoniere Hitoshi Fujiyama
   
   
Marinai, cavalieri, scudieri.  
   
L’azione ha luogo in mare ed in terra   
di Cornovaglia e Bretagna.  
   

Photo gallery

Argomento

 

ATTO PRIMO
In mare, sul ponte della nave di Tristano, durante la traversata dall’Irlanda alla Cornovaglia.
In una tenda riposa Isotta, che Tristano conduce in sposa a suo zio, re Marke di Cornovaglia. La principessa ordina all'ancella Brangania di condurle Tristano, perché venga a porgerle l'atto di omaggio prima dell'approdo, ma questi, rifiuta di abbandonare il timone affidato al suo governo. Alle insistenze dell'ancella, Kurwenal, il fedele scudiero dell'eroe, risponde con irrisione: Tristano non deve rendere omaggio a nessuno; ha ucciso Morold, l'irlandese amato da Isotta, e ora egli porta in nozze al suo signore la principessa d'Irlanda. Isotta allora racconta a Brangania il suo segreto. Un giorno aveva raccolto un uomo ferito che diceva di chiamarsi Tantris, ma che poi si era rivelato per Tristano. Essa stava già per compiere la vendetta e aveva ormai alzato la spada per uccidere il falso Tantris quando ne era stata trattenuta dal suo sguardo supplicante; l'aveva curato e guarito con i filtri magici e a tutti aveva taciuto il segreto scoperto: egli ripartì salvo, e non avrebbe più dovuto riapparire al cospetto della donna. Ma tradendo il patto, l'uomo era ritornato in gran pompa sotto il vero nome di Tristano a chiedere la mano della giovane principessa d'Irlanda per il suo vecchio zio Marke, il signore di Cornovaglia. Isotta ordina a Brangania di preparare i filtri magici avuti dalla madre; ella vuole vendicare l'affronto: insieme a Tristano berrà il filtro della morte. Quando Kurwenal annuncia che le coste di Cornovaglia sono in vista, Isotta gli ingiunge di chiamare Tristano. L'eroe giunge e Isotta lo accusa di viltà; ella lo aveva curato perché la vendetta lo cogliesse nel pieno delle sue forze. Tristano allora, pallido e cupo, le offre la spada perché cancelli con la morte l'offesa, ma Isotta rifiuta; berranno insieme il filtro della conciliazione. Tristano non ignora che nella coppa sta il veleno e tuttavia non vi si sottrae. Entrambi bevono, ma la morte non viene, Brangania ha sostituito il filtro della morte con quello d'amore. In preda ad una intensa emozione i due si guardano con estasi; immobili, per un attimo, cadono l'uno nelle braccia dell'altra, mentre l'urlo della folla annuncia l'arrivo di re Marke.

ATTO SECONDO
Il castello di re Marke in Cornovaglia.
Presso la porta arde una fiaccola: Isotta ordina a Brangania di spegnerla affinché Tristano, a quel segnale, possa accorrere. Ma l'ancella la induce alla prudenza, mettendola in guardia da Melot, ufficiale di re Marke, che, già all'arrivo del vascello dall'Irlanda, parve colpito dal turbamento dei due giovani. Isotta, insensibile all'affettuoso monito di Brangania, afferra la fiaccola e la spegne. Un crescente desiderio d'amore sconvolge Isotta. Tristano giunge e i due amanti si gettano l'uno nelle braccia dell'altra, travolti dalla grande passione che li arde. Perdutamente allacciati, dimenticano tutto e desiderano l'annientamento nella piena dimenticanza delle cose terrene. Dalla lunga estasi li scuote l'appello di Brangania, poiché la notte sta per finire. Ma i due amanti sono sordi ad ogni richiamo sia di Brangania disperata, che di Kurvenal, il quale si precipita scongiurando Tristano di salvarsi. Irrompono Melot e Marke. Tristano ha tradito il suo vecchio re: non è degno di perdono. Che farà Isotta? La donna seguirà Tristano ovunque. Melot, geloso di Isotta che ama, piomba su Tristano: questi, ferito, cade tra le braccia di Kurvenal, mentre re Marke trattiene Melot che vorrebbe ancora infierire su Tristano.

ATTO TERZO
Il castello di Tristano in Bretagna.
Kurvenal spia il respiro di Tristano quasi morente. Nel delirio e nel febbrile dormiveglia, il cavaliere ricorda la sua infanzia e le sue gesta di guerriero: ma il desiderio d'Isotta prorompe sempre più indomabile nelle implorazioni di lui. Kurvenal ha inviato un messo in Cornovaglia affinché Isotta giunga al più presto. Lunga è l'attesa: i ricordi ancora ossessionano Tristano. Finalmente la donna amata arriva, appena in tempo a raccogliere l'ultimo respiro di lui. Ella lo supplica di vivere: lo guarirà e, dopo una folle notte d'amore, moriranno insieme. Ma Tristano non ode più l'appello appassionato ed Isotta cade smarrita sul cadavere dell'amato. Giungono, ora, re Marke, Melot, Brangania ed alcuni armati. Kurvenal si getta su Melot e lo uccide. Poi si scaglia contro re Marke, ma viene ucciso a sua volta e cade presso Tristano, suo fedele servitore anche nella morte. Brangania tenta di rianimare Isotta. Marke, che ha saputo da Brangania il mistero del filtro, era venuto per unire in giuste nozze i due amanti, rinunciando ai propri diritti su Isotta. Ma la donna, insensibile a tutto, mormora dolcissime parole sul corpo di Tristano; e così muore, quasi trasfigurata da una gioia divina.