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Valentina Peleggi e Chloe Mun trionfano al Teatro Verdi di Trieste

Alpe Adria KultTour, 26/09/2016

 

di Vincenzo Delle Donne

Ripercorrere nuove strade nel mondo della musica lirica italiana, alla luce di un' opprimente ristrettezza di bilancio, non sembra un’ impresa facile. Il Teatro Verdi di Trieste pare ci stia riuscendo con piccoli acuti dando spazio in primo luogo a talenti emergenti. Il secondo appuntamento della stagione sinfonica triestina, infatti, ha visto come straordinarie protagoniste Valentina Peleggi alla direzione d’ell’orchestra sinfonica del Verdi e l’ emergente pianista sudcoreana Chloe Mun. Entrambe hanno dato una convincente prova del loro grande talento che pian piano si sta facendo strada.

Valentina Peleggi, che si è diplomata in direzione al Conservatorio di Santa Cecilia e successivamente alla Royal Academy of Music of London, ha voluto esordire al Verdi con un’ opera che mostri sacri della direzione come Wilhelm Furtwängler, Arturo Toscanini, Herbert von Karajan o Carlos Kleiber avevano nel loro repertorio: il Coriolano, Ouverture in do minore op. 62 di Ludwig van Beethoven. La direzione della giovane Paleggi tuttavia, pur mettendo in giusta luce l’ altalenante drammaticità dell’ opera che trasmette l’ impeto bellicoso e travagliato di Coriolano, ne ha privilegiato una lettura sobria e attenta. Anche nell’ interpretazione della Quarta Sinfonia in la maggiore op. 90 (Italienische) di Felix Mendelsohn Bartholdi, riveduta e corretta dall’ autore fino alla sua morte precoce, Peleggi ha interpretato in modo eccellente l’ opera “vitale” del compositore tedesco ispirata dal suo viaggio in Italia che fece dal 1830 al 1831. In essa il compositore disegna musicalmente le svariate sfaccettature dell’ Italia.

Chloe Mun, giovane artista coreana che tra l’ altro ha vinto il primo premio al concorso di Ginevra e il prestigioso Concorso Busoni, è ritenuta invece una delle star emergenti del pianoforte. Al Verdi si è cimentata con una sorprendete e straordinaria interpretazione di un’ opera giovanile di Fryderyk Chopin. Con il Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra n. 2 op. 21 la schiva ventunenne ha dimostrato con molto understatement il suo grande talento che il pubblico ha premiato con entusiaste ovazioni.