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Trieste: Valentina Peleggi sul podio e Chloe Mun al pianoforte nel Secondo Concerto Sinfonico della Stagione

Corriere dello Spettacolo, 25 settembre 2016

 

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi. 23, 24 settembre 2016

Il programma del Secondo Concerto della Stagione Sinfonica al Teatro Verdi ha permesso al pubblico di riascoltare opere assenti da Trieste da moltissimo tempo: il Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra n. 2 op. 21 di Fryderyk Chopin (eseguito l’ultima volta nel 1986) e la Quarta Sinfonia in la maggiore op. 90 (Italienische) di Felix Mendelssohn-Bartholdy (assente dal 1993), oltre all’Ouverture “Coriolan” in do minore op. 62 di Ludwig van Beethoven, che ha dato inizio alla serata.

Trovarsi di fronte a opere create in periodi vicini, o addirittura coeve, può generare maggior difficoltà d’interpretazione rispetto alla presenza di pagine temporalmente molto lontane a causa del rischio di darne una lettura in qualche modo uniforme. Il M° Valentina Peleggi ha saputo invece far emergere in modo chiaro e vivace le specifiche molteplici dimensioni presenti in ogni singola composizione attraverso una direzione dotata di grande espressività ed energia, decisione e grazia, cui l’orchestra ha risposto offrendo un’ottima esecuzione.

L’Ouverture “Coriolan” di Beethoven, scritta con funzioni di “musiche di scena” per l’omonima tragedia di Heinrich Joseph von Collin, si situa accanto ad altre rare pagine realizzate dal genio di Bonn con analoga destinazione, quali l’Egmont e la Leonora n. 3, composte tutte per organici molto simili tra loro e tutte alla fine trascendenti dallo specifico argomento preso a spunto e di cui la funzione scenica va a perdersi a favore di un discorso etico che si fa intimo in un’opera breve ma molto densa, in cui riluce in modo esaustivo l’essenza di un’intera opera drammatica di cui, senza Beethoven, si sarebbe smarrito il ricordo.

Chloe Mun, giovanissima pianista, ha interpretato con morbido trasporto il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Chopin, intessendo lo splendido dialogo, lirico e appassionato, denso di cascate di note e arabeschi, con un’orchestra capace di esprimersi con decisione, ma anche di farsi da parte, seguendo con attenzione il gesto sicuro di Valentina Peleggi, per creare un tappeto sonoro su cui la solista desse voce alla sua parte con dolcezza e chiarezza.

Con la sua Quarta Sinfonia il Mendelssohn fiabesco del Lied dall’Ein Sommernachtstraum ascoltato la settimana scorsa lascia spazio ad un altro modo di declinare il fantastico: le suggestioni offerte dal suo viaggio in Italia, tappa obbligata e desiderata da ogni giovane romantico tedesco sulle orme di Goethe, appaiono infatti come astrazione del paesaggio incontrato lungo la via: non tanto il richiamo a melodie udite quindi, ma piuttosto ad atmosfere, colori, profumi, ad uno spirito incontrato dopo averne già letto o ascoltato i racconti di chi già c’era stato. L’esecuzione di quest’opera ha confermato la grande abilità di Valentina Peleggi nel dirigere l’orchestra traendo da questa sinfonia tutte le sfumature necessarie per darne un’interpretazione viva e appassionante.

Paola Pini